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in hotel come a casa nel centro di Napoli nella dimora storica di Edgar Degas



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Centralità della location, attenzione all’ospite, rievocazione delle particolari atmosfere del centro antico tra sedimenti e tracce di epoche passate.

C’era una volta, tanto tempo fa…

Austeri conventi, chiese impreziosite dalla creatività del barocco, scalpitii di zoccoli di destrieri, sfavillanti carrozze in occasione delle feste presso i principeschi palazzi in pietra e poi …un brulicare di attività artigianali artistiche: vetro, rame, ceramiche, pastori, mandolini e strumenti musicali, sartorie: le maestranze della Napoli capitale. Oggi al civico 53 di Calata Trinità Maggiore, su piazza del Gesù Nuovo, potrete scoprire, tra la pietra cesellata del cinquecentesco Palazzo Pignatelli di Monteleone ed il leggero brusio della strada, il nostro piccolo ed accogliente hotel.

La Maison Degas in piazza del Gesu’ Nuovo, punto ideale di partenza per un soggiorno culturale ed emozionale.
Da qui si parte per scoprire che…3000 e più anni di storia parlano attraverso la pietra modellata da pregevoli architetture, la vivacita’ e la curiosita’ delle genti del luogo e provenienti da tutto il mondo, l’alternarsi di piccole stradine che si aprono in spazi subito scelti per incontri casuali e non: tutto cio’ esercita un particolare fascino che catturerà i nostri ospiti tra il bisbiglio delle piazze ed approfondimenti storico-artistici.

L’accoglienza alla Maison Degas…un incontro, uno scambio tra sensibilità, un’occasione per conoscersi tra un buon caffè, una gradevole, soffusa musica, un assaggio di tipicità pasticciere.
Chi ci sceglie è, soprattutto, un ospite che merita attenzioni.

Il nostro Hotel è situato in una posizione strategica

In piazza del Gesu’ Nuovo, l’inizio di Spaccanapoli e i Decumani. Da qui…l’accesso al CENTRO STORICO, PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITA’ UNESCO. Tra l’austero Gotico, la serenità ed il preziosismo del chiostro maiolicato all’interno del Complesso Monumentale di S. Chiara la festosità del Barocco, sotto lo sguardo caritatevole e rassicurante della statua dell’ Immacolata, sovrastante l’ obelisco, che accoglie i numerosi pellegrini di continuo affluenti alla Chiesa del Gesù Nuovo,potrai soggiornare nel nostro piccolo Hotel situato all’interno del Cinquecentesco Palazzo Pignatelli di Monteleone, oggi monumento Nazionale. Un’ iscrizione posta sul lato destro del portale , donata e collocata nel 1996 dall’Istituto francesce Grenoble,institutfrancais ricorda che qui, nell’800, ha dimorato la famiglia di HILAIRE GERMAN EDGAR DEGAS (1834-1917 e che lo stesso grande pittore e sculture impressionista francese ha qui vissuto e lavorato.

dscf1120IL CENTRO STORICO di NAPOLI e’ stato iscritto nella lista del PATRIMONIO MONDIALE dell’UMANITA’ UNESCO nel 1995, con la seguente motivazione: Napoli e’ una delle citta’ piu’ antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua lunga ed importante storia.

La centralità della posizione svelerà agli ospiti dell’hotel le tradizioni, gli eventi culturali e congressuali, le preziosità storiche ed artistiche della Napoli di un tempo, le vie dello shopping. Per chi viaggia per piacere, per cultura, per relax, per chi soggiorna per affari e desidera un ambiente tranquillo in pieno centro antico, in posizione strategica per ottimizzare ogni esigenza di spostamento.

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Nella città partenopea fra pizze memorabili e monumenti storici: da Spaccanapoli a Piazza del Plebiscito, passando per i quartieri di Chiaia e il celebre monastero di Santa Chiara. Eccola ancora lì Spaccanapoli, diritta come tirata con il righello dopo secoli e secoli, la strada più famosa della città partenopea, cuore trafficato e via delle mercanzie..

Corriere della Sera, 05 settembre 2013

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A Napoli come a casa…

Intendiamo far percepire all’ ospite la calda atmosfera di casa, suggerendo gli appuntamenti ricreativi e culturali che offre la città (eventi,congressi, mostre, concerti, spettacoli ecc), con un’attenzione particolare alla significativa tradizione artigianale artistica di Napoli capitale del regno, la contemporaneità artistica e la tipicità dei prodotti della eno – gastronomia napoletana e campana. E poi… al mattino un incontro, un’ atmosfera conviviale, “una chiacchiera” per scoprire la tradizione della pasticceria napoletana con assaggi delle gustose specialità… il tutto allietato da un quieto sottofondo musicale, con virtuosismi strumentali del repertorio di musica classica e jazz.

Servizi

  •  Bagno privato con doccia ed asciugacapelli
  •  TV a schermo piatto
  •  Telefono
  •  Connessione internet wireless
  •  Riscaldamento centralizzato
  •  Aria climatizzata
  •  Cassetta di sicurezza
  •  Letto aggiunto o culla (su richiesta)
  •  Ticketeria concerti, spettacoli, teatro, eventi sportivi
  •  Prima colazione dalle 8,00 alle 11,00
  •  Reception ore 8,30 /23,00
  •  Trasporto bagagli (su richiesta)
  •  Lavanderia rapida (su richiesta)
  •  Servizio bar in camera (su richiesta)
  •  Deposito bagagli gratuito
  •  Informazioni e materiale turistico
  •  Garage esterno convenzionato
  •  Servizio notturno con addetto disponibile a chiamata
  •  Prenotazione visite guidate ed escursioni

Servizi Extra

  •  Organizzazione transfer da e per l’aeroporto, la stazione ferroviaria ed il porto di Napoli con tariffe convenzionate
  •  Servizio navetta per piccoli gruppi (min. 8)
  •  Servizi d’ agenzia viaggi e turismo
  •  Biglietteria marittima e ferroviaria
  •  Visite guidate ed escursioni tematiche
  •  Ticketeria concerti, spettacoli teatrali e sportivi
  •  Noleggio auto con e senza autista
  •  Noleggio biciclette
  •  Convenzione con palestra e centro benessere
  •  Servizio fax e fotocopie

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La Dimora Storica di Edgar Degas

Durante i primi vent’anni della sua carriera, Degas sperimenta tutti i generi. Ha subito una predilezione per i ritratti. In questi quadri, gli elementi accessori assumono a volte tanta importanza che le opere appaiono a metà tra il ritratto e la natura morta. Fu in grado di comporre grandi tele ambiziose come La famille Bellelli.
Agli inizi del 1860, Degas affronta il genere della pittura storica, ricorrendo in maniera molto personale a diverse fonti di ispirazione. Non abbandona per il momento la pittura di genere, appassionandosi molto presto alle corse dei cavalli, poi alla danza, l’opera, i caffè-concerto, e la vita quotidiana. La danza è un soggetto che segnerà indelebilmente la carriera di Degas. Egli era estasiato da quelle ballerine che illuminavano la scena. Erano, per lui, come stelle dalle quali lo sguardo non poteva staccarsi. Le dipingeva mentre si preparavano, dietro le quinte e durante le loro esibizioni. Degas andava sul posto per rappresentare al meglio i più minuti dettagli. 

La danza e’ un soggetto che segnerà indelebilmente la carriera di Degas. Egli era ammirato da quelle ballerine che illuminavano la scena. Erano per lui come stelle dalle quali lo sguardo non poteva staccarsi: le dipingeva mentre si preparavano, dietro le quinte e durante le esibizioni. Degas andava sul posto per rappresentare al meglio i minimi dettagli ed e’ per questo che i suoi quadri sono così toccanti. Le suggestive immagini delle ballerine dipinte da Edgar Degas, presenti in ogni camera, rappresentano un nostro piccolo omaggio al grande artista dagli innumerevoli segreti…

Degas Ballerine

Tratto da “Degas – Ballerine”, Arnoldo Mondadori Editore, Collana “La Tavolozza”, 1956 […] Il movimento, ecco il tema preferito da quest’uomo sedentario che afferma che per lavorare con profitto occorre “mettersi a tavolino”. Prigioniero di un laboratorio dove ricrea la realtà, colui che, secondo Valéry, “non vedeva niente in rosa” esterna con sofferenza l’attimo delizioso e fuggevole, trasforma la tela muta in campo di azione, ne fa il luogo della durata e della profondità. Ogni pittore ha in sé qualcosa del prestigiatore. Ciò che è meraviglioso in Degas è che egli non lavora mai per la speranza di ottenere il successo, ma per la gioia, del tutto interiore, di vincere le difficoltà. La sua mano rivaleggia in abilità con quella dei fantini, delle modiste e dei trapezisti. Anch’egli, come loro, mantiene l’armonico sincronismo tra occhio e mano per mezzo degli esercizi, delle ripetizioni, dell’allenamento, con la severità verso se stesso indispensabile agli sportivi, ai prestigiatori, agli acrobati, alle ballerine, e agli attori che si vogliono mantenere in “forma”. […] Introdotto dai suoi fedeli amici, il musicista Dihaut e Ludovic Halévy nell’ambiente dell’Opéra, Degas, a partire dal 1872 – data di uno dei primi Ridotto della danza, quello della collezione Camondo – e soprattutto nel periodo 1874 – 1880, si dedicherà ininterrottamente allo studio de Le petit être neuf à la mine hardie De qui le bras plié dans la ligne choisie Équilibre, balance et son vol et son poids.

Le classi di danza, tutti gli esercizi preparatori, le prove nel ridotto o sulla scena, la vita dei palchi, delle quinte, i gesti triviali al pari dei gesti professionali – grattarsi la schiena, sbadigliare di fatica, raccattare un pedule, allacciarsi una calza – eccitano la sua curiosità non meno della rappresentazione vista dalla sala e dall’atmosfera di irrealità che si crea sul palcoscenico, grazie alla complicità dei costumi, degli scenari, dei riflettori e dei balletti. Quante mattine, quanti pomeriggi passati in via Le Pelletier o al ridotto dell’Opéra, ad osservare la “classe delle piccole” allenarsi alla sbarra, agli ordini del vecchio maestro del balletto in camiciotto. Centinaia di disegni, di incisioni, di tele, di pastelli, di monotipi stanno a testimoniare la passione con cui Degas studiava queste scene di danza che poi faceva rivivere ad una ad una sulla tela, trasformando le fugaci impressioni in durevoli spettacoli di grazia. […] Dal pastello, che è insieme segno grafico e colore, mezzo espressivo più rapido, vigoroso e vivo dell’olio, Degas ha tratto i più inconsueti effetti. Si direbbe che prima di lui nessuno abbia saputo sfruttare così abilmente i “toni morti” per esaltare, grazie al contrasto, i toni caldi e fare delle figure isolate (come la Stella della collezione Camondo) o in gruppo (le Tre, le Quattro ballerine), colte in azione o in riposo, i più splendidi mazzi di fiori. Degas ha ormai raggiunto la piena maturità artistica e, nella sua opera, tecnica e contenuto si congiungono in perfetto equilibrio. Questi squisiti rapporti di colore che mirabilmente s’accordano all’armonia lineare, fanno sì che lo spettatore dimentichi quasi il soggetto del quadro per abbandonarsi alle delizie di una sapiente orchestrazione nella quale tutti gli artifici del mestiere concorrono a ricreare una realtà che ha del meraviglioso.

Degas a Napoli

I viaggi a Napoli nel periodo giovanile

Degas ha sempre soggiornato a Napoli fin dal 1854, la sua città per parte di padre e di nonno, dove ritrarrà più volte i membri della sua famiglia. Ho inseguito Degas dal momento del suo approdo al porto di Napoli percorrendone il percorso fino a casa di nonno Hilaire, in palazzo Pignatelli di Monteleone. In quel Palazzo ancora oggi risiede l’ultimo discendente di casa Degas , con questa persona un professionista molto in gamba nel suo campo, ho avuto numerose conversazioni in cui si è parlato del suo illustre parente, della cugina del pittore, Lucia Degas bisnonna del Dott. Mario Bozzi, ( il nome del pronipote di Degas) e di nonno Hilaire che amava molto il giovane pittore. Gli altri parenti del pittore abitavano a Pomigliano d’Arco, la zia Stefanina, le cugine e altri ancora. Insomma i Degas, a Napoli erano una numerosa tribù. Ho voluto indagare –perché d’indagine si tratta- su quattro anni della vita del giovane Degas in Napoli quando non era ancora Degas . Il percorso della sua formazione giovanile- alla base di questa ricerca sono le parole di Paul Valéry amico del pittore che afferma:-“Se facessi della critica d’arte, credo proprio che azzarderei un’ipotesi a radice tripla. Tenterei di spiegare questa maniera mimica di vedere di Degas con il coesistere di tre condizioni. C’è prima di tutto quel sangue napoletano di cui ho parlato. La mimica viene da Napoli, dove non esiste parola senza gesto, racconto senza una moltitudine di personaggi, sempre possibili e sempre pronti. Osserverei inoltre che il problema di Degas…”. I suoi primi biografi e critici francesi, tra cui i vari Lemoisne, Coquiot, Lafond ecc…pur notando la sua presenza in Napoli nel periodo giovanile in cui le sensazioni si formano e fissano in modo indelebile, danno seguito a tale fatto come se fosse puramente incidentale, niente affatto importante per la sua formazione. Soltanto il Blanche scrive:- “ Ce parisien éléve à Naples voit l’homme et la vie contemporaine avec l’oeil d’un moderne et d’un italien du XV siecle ». Ciò, mi trova totalmente d’accordo. Degas si è sempre espresso in napoletano lasciando i suoi conterranei parigini stupefatti. La radice della sua arte è differente, più lontana dal terreno di cultura parigino. Ecco cosa ne pensa Paul Lafond, dopo aver precisato “ che nel 1856 l’artista era in Italia, aggiunge:-“ Il venait d’atteindre ses vingt- trois ans et nous savons qui il avait une partie de sa famille a Naples” Ma avverte prontamente:”Il connaissait deja son metier de peintre”. Biografi minuti e precisi come il Lafond respingono il riconoscimento di un’influenza italiana nella formazione degassiana, la respingono come un pericolo da scongiurare.

Influenze di artisti napoletani nella formazione di Edgar Degas

Influssi nella formazione degassiana dei primordi sono rintracciabili nella riforma palizziana-morelliana di metà Ottocento. La riforma delle arti a Napoli interessa Degas, la sua è una mente ricettiva e sensibile al nuovo. Nell’ambiente artistico napoletano sa destreggiarsi magnificamente. E’ interessato all’arte di Filippo Palizzi. Scrive a tal proposito Paolo Ricci:-“ Filippo deve aver conosciuto a Napoli, il Degas. E’ accertato che Degas ha avuto contatti diretti e frequenti con la pittura napoletana, nel 1854 era a Napoli probabilmente vi era da molto, se potè prendere contatto con il Reale Istituto di Belle Arti e i corsi di Mancinelli, per il disegno, di Camillo Guerra, per la pittura…di Gabriele Smargiassi per il paesaggio” Se si escludono il Somarè e il Biancale, nessuno mi sembra ha tentato di approfondire il legame tra gli artisti napoletani e Degas. Si può tuttavia affermare che tra Palizzi e Degas i rapporti dovettero essere assai frequenti e le tracce si trovano sia nelle opere del pittore francese sia in quelle del pittore abruzzese…. Man Mano che andavo avanti nella mia ricerca, mi rendevo conto di aver fatto bene a setacciare tra le fonti immediatamente successive alla morte avvenuta nel 1917 a Parigi dove era nato nel 1834. Sarebbe troppo riduttivo pensare un Degas di “stacco e d’impronta italiana, e precisamente napoletana?” afferma Biancale. Sarebbe riduttivo secondo me non pensarlo affatto. Degas è spesso al museo borbonico, dove effettua numerose copie dall’antico. E’ presente a Ercolano, Pompei,dove studia i mosaici e le pitture. Ha una predilezione per la Napoli sotterranea, visita le catacombe di S. Gennaro, ne copia le pitture murali, veri esempi dell’arte paleocristiana. Gli interessano gli interni delle chiese, copia un Donatello nella cappella Brancacci di S.Angelo a Nilo e continua così per il suo itinerario culturale…..Le copie gli saranno molto utili per il suo compimento futuro….

Tratto dal libro “Rosa Spinillo, Degas e Napoli – gli anni giovanili, Plectica, Salerno 2004”

FOCUS: Il Palazzo Pignatelli di Monteleone

entrata_frontale_palazzoIl palazzo, che è oggi è Monumento Nazionale, fu fatto erigere nel XVI secolo per volere della Duchessa Giroloma Colonna e occupava l’intera insula compresa tra Calata Trinità Maggiore, la via Domenico Capitelli, la via Maddaloni e il vico Monteleone, e qui si poneva al confine con la proprietà del Marchese del Vasto con una schiera di edifici più piccoli. In origine l’edificio ospitava anche dei dipinti realizzati da Paolo De Matteis raffiguranti alcuni episodi dell’Eneide e della Gerusalemme Liberata. Nel 1718 il duca Niccolò commissionò all’architetto Ferdinando Sanfelice i lavori di ristrutturazione della parte centrale del palazzo. Il Sanfelice, tra l’altro, ideò quello che resta di uno dei portali più interessanti e grandiosi dell’epoca barocca.

Gli interni : Dopo la prima rampa delle belle, luminose e imponenti scale di piperno, al visitatore si presenta uno spazio d’antisala, con una deliziosa scaletta di marmi bianchi, contenuta fra volute lievi e scanalate, fatta per invito alla successiva sala d’attesa. Qui vi e’ una scala di legno a due rampe ellittiche contrapposte, sinuosamente armonizzata col ballatoio attraverso due balconcini a tutto tondo, tra i quali sta una panca poggiata sul fondale di pannelli lignei, che rivestono le pareti laterali. Dal notaio G. De Vivo, apprendiamo che nel 1723 di quadri grandi e meno grandi ce n’erano piu’ di mille, e tutti di celebri autori: CARRACCI, GUERCINO, BRUEGEL,TINTORETTO, RUBENS, VACCARO, GIORDANO, SOLIMENA …NON POTEVA POI MANCARE UN BEL PRESEPE D’AUTORE.

(G.MACCHIAVELLI- F.TIRONE I TESORI DI PIAZZA DEL GESU’ NUOVO pp. 17-18)

Il palazzo è situato di fronte all’altro, anch’esso aristocratico, del principe Càssero, generale Francesco Statella, anch’esso poi acquistato in gran parte da altri, nei pressi della grande piazza del Gesù nuovo, nella quale, al posto ove era stato innalzato nel 1703 un monumento a Filippo V abbattuto poi dai seguaci di Carlo VI nel 1707, sorse – e trovasi tuttora – la guglia portante la statua dell’Immacolata. Nella costruzione del maestoso portale si alternano, decorativamente lavorati, lo scuro piperno, caratteristica pietra napoletana ricavata dalla lava consolidata delle eruzioni del Vesuvio, e fregi di marmo bianco: largo il cortile, spaziosa e comoda la scalea principale tutta in piperno, ampie le stanze e luminose. Il palazzo fu ricordato da Giacomo Casanova nelle sue “Memorie” per i fastosi ricevimenti, i pranzi e le cene notturne a base di “maccheroni e frutti di mare, ed in particolar modo per le lunghe notti, che, con gran discrezione, vi si trascorrevano, in una delle sue molte stanze al terzo piano, al tavolo da gioco, dal proprietario duca Pignatelli di Monte Leone, dal Carafa duca di Maddaloni, dallo Statella principe del Càssero e da altri aristocratici napoletani.

A quel tavolo non poteva certo mancare l’avventuriero veneziano, che vi perdette e vinse, a suo dire, somme rilevanti, e vi ebbe occasione di sperimentare, sempre a suo dire, l’amicizia di quei signori fin troppo intimamente. Casanova racconta che in quella occasione ebbe l’onor di venir presentato a Corte e di baciar, come usavasi, la mano del re Ferdinando IV, che contava allora appena nove anni. Il palazzo ai tempi del Casanova – 1759 – era stato circa quarant’anni prima restaurato dal padre del principe Pignatelli. Ne informa la fastosa epigrafe scolpita in testa al bellissimo portale, sul fregio marmoreo che l’adorna:

Nicolaus Pignatellus – Dux Monteleonis – Primores inter Hispanae Magnates – Avita Aedes restituit ampliavit ornavit Anno salutis – MDCCXVIII Così si alternano in Napoli famiglie di Spagna e di Francia che, alleatesi a quelle di pretta origine napoletana vi si son poi definitivamente stabilite, in guisa che Napoli ben rappresenta la sede, la sintesi, e quasi il simbolo di una latinità nobilissima, in tutti i tempi. E’ interessante seguire lo svolgersi della fortuna di Degas père al fin di avere la visione completa della sua graduale ascesa economica, dovuta in verità alla sua saggezza, alla sua prudenza ed alla sua perseveranza in una diuturna operosità. Infatti il palazzo venne da lui da lui acquistato a gradi: con sentenza della IV Camera del Tribunale civile di Napoli del 22 settembre 1823 egli si rese aggiudicatario, in pubblica gara, del grande appartamento al secondo piano di ben ventidue camere, mentre successivamente nello stesso anno 1823 e poi nel dicembre del 1828 si faceva cedere quasi tutte le rimanenti parti dagli altri, che avevano concorso e che erano restati aggiudicatari in quella prima gara.

Fu però soltanto nel 1832, con atto del 1° giugno, per notar Casale di Napoli, che il principe don Diego Pignatelli, duca di Monteleone, e gli altri suoi congiunti, con lui espropriati, potette ricevere per le lungaggini procedurali di tutti i tempi, il saldo del prezzo, con evidente vantaggio dell’acquirente Degas. Il Palazzo Pignatelli di Monteleone divenne così il palazzo del banchiere Degas ed egli vi si trasferì con la moglie e la numerosa figliolanza, nel 1825, affidandone i lavori di restauro ed adattamento alle esigenze di sua casa ad un altro noto architetto del tempo, Stefano Gasse, anch’egli di origine francese.

(a c Tratto da “Degas e la sua famiglia in Napoli” 1793 – 1917 di Riccardo Ramondi, SAV Napoli)

FOCUS: Palazzo “del Gas”

Non tutti sanno che il grande pittore Edgard Degas aveva i nonni paterni ed il padre napoletano. Chi erano i Degas? Famiglia originaria della Francia della regione della Linguadoca (Langue d’Oc) dal cognome De Gas, De Gast, De Guast e dopo la rivoluzione francese nella forma odierna di Degas, nobili e signori col predicato “De Bagnolis” dal XIII secolo, al quale aggiunsero il cognome attuale nel XVI secolo, iscritta nella nobiltà e nel “Catalogo dei Gentiluomini” della provincia di Linguadoca dall’8 novembre 1670, col blasone registrato nel “Armorial Generale” anno 1696 e nel “Registre de la Generalitè de Montpelier” al foglio 537, cavalieri del prestigioso ordine degli Orleans, reali di Francia, da cui l’istrice al centro dello stemma familiare. Si stabilirono nella provincia dell’Orleans a Meung…

Brigantino – Il Portale del Sud

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Le Nostre Camere

L’Hotel Maison Degas offre ai propri ospiti un’accogliente sala con angolo bar, tv e musica, 7 camere di cui tre doppie standard, 1 superior tripla, ideale per gruppi familiari (grazie anche alla possibilità di un comodo divano letto matrimoniale ), con vista sulla storica piazza del Gesù Nuovo; 3 camere doppie, anche uso singolo, con vista sui tetti del centro storico. Le camere sono finemente arredate in stile moderno e dotate di ogni comfort.

Dalle camere, lo sguardo viene catturato dalla suggestiva prospettiva della vista, dagli antichi tetti del centro storico… da qui la luce solare e l’illuminazione notturna creano suggestivi giochi con le particolari architetture della piazza…





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BOOKING ONLINE

Camera Tripla/Quadrupla a partire da 90€

Camera 2, Ballerine in rosa: accogliente camera di 30 mq. con servizi interni. Arredamento composto da: un letto matrimoniale, un letto singolo, un divano letto matrimoniale, tavolo tondo con 4 sedie, comodini, scrivania, portavaligie, armadi, frigo. Con vista sulla suggestiva Piazza del Gesù Nuovo

Camere Doppie e Matrimoniali a partire da 75€ (60€ uso singola)

Accoglienti camere di 15mq. Arredamento composto da: un letto matrimoniale o letti singoli, armadio, comodini, poltroncina, scrivania, portavaligie.

Le camere hanno vista, a scelta, sulla suggestiva Piazza del Gesù Nuovo o all’interno del cortile del Cinquecentesco Palazzo Pignatelli di Monteleone.

Servizi gratuiti per i nostri clienti all'arrivo

  • 1 bottiglia di acqua minerale
  • Drink di benvenuto accompagnato da dolci tipici napoletani
  • Upgrade in camera di categoria superiore (su disponibilità)
  • Mappa della città e informazioni turistiche
  • Ricevimento in lingua inglese
  • Ricevimento assicurato 16/24
  • Ticket di ingresso ridotto per visitre il complesso monumentale di S. Chiara

Servizi Hotel

  •  Bagno privato con doccia ed asciugacapelli
  •  TV a schermo piatto
  •  Telefono
  •  Connessione internet wireless
  •  Riscaldamento centralizzato
  •  Aria climatizzata
  •  Cassetta di sicurezza
  •  Letto aggiunto o culla (su richiesta)
  •  Ticketeria concerti, spettacoli, teatro, eventi sportivi
  •  Prima colazione dalle 8,00 alle 11,00
  •  Reception ore 8,30 /23,00
  •  Trasporto bagagli (su richiesta)
  •  Lavanderia rapida (su richiesta)
  •  Servizio bar in camera (su richiesta)
  •  Deposito bagagli gratuito
  •  Informazioni e materiale turistico
  •  Garage esterno convenzionato
  •  Servizio notturno con addetto disponibile a chiamata
  •  Servizio Custodia in cassaforte dell’albergo
  •  Prenotazione visite guidate ed escursioni

Servizi Extra

  •  Organizzazione transfer da e per l’aeroporto, la stazione ferroviaria ed il porto di Napoli con tariffe convenzionate
  •  Servizio navetta per piccoli gruppi (min. 8)
  •  Servizi d’ agenzia viaggi e turismo
  •  Biglietteria marittima e ferroviaria
  •  Visite guidate ed escursioni tematiche
  •  Ticketeria concerti, spettacoli teatrali e sportivi
  •  Noleggio auto con e senza autista
  •  Noleggio biciclette
  •  Convenzione con palestra e centro benessere
  •  Servizio fax e fotocopie

Check-in e Check-out

Check-in dalle ore 12,00 alle ore 20,00

Check-out a partire dalle ore 10,00

Late check out: su richiesta secondo disponibilità. In attesa dell’ingresso in camera o della partenza si potrà comunque usufruire degli spazi comuni e dei servizi messi a disposizione dall’hotel

Politica di cancellazione

Le cancellazioni o modifiche effettuate fino a 2 giorni prima della data prevista di arrivo non comportano alcun costo. Le cancellazioni o modifiche tardive e la mancata presentazione comportano l’addebito del costo della prima notte.

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Direct Booking

Prezzi per camera

Bassa Stagione

Media Stagione

Alta Stagione

DAL 10/01 AL 29/02
DAL 05/11 AL 30/11
DAL 01/03 AL 31/03
DAL 01/08 AL 31/08
DAL 01/04 AL 31/07
DAL 01/09 AL 04/11
DAL 06/12 AL 09/01
Doppia uso singola
60,00 €
65,00 €
70,00 €
Doppia uso matrimoniale
80,00 €
85,00 €
90,00 €
Tripla / Quadrupla
100,00 €
110,00 €
120,00 €
Letto aggiunto
10,00 €
10,00 €
10,00 €
Bambini 0-12 anni in camera
Gratis
Gratis
Gratis

* Le suddette Tariffe si intendono per camera, a notte, comprensive di prima colazione dolce e salata tipica napoletana, imposte. Bambini di erà inferiore a 12 soggiornano gratuitamente in camera con i genitori in letto supplementare. Il numero minimo consentito di letti supplementari in camera è pari a 1. Animali di piccola taglia ammessi (su richiesta). **Le sopraindicate tariffe non sono comprensive di tassa di soggiorno di 2 euro a persona a notte. Tassa di soggiorno: ( istituita dal Comune di Napoli a partire dal 1 luglio 2012 con Delibera n. 20 del 21 /06/2012 a carico dei soggetti non residenti alloggiati nelle strutture ricettive turistiche alberghiere ed extra alberghiere della citta’ di Napoli. Esenzioni: 1) Minori entro il diciottesimo anno di eta; 2) I residenti nel comune di Napoli )